Visualizzazione post con etichetta Cucina Veneta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Cucina Veneta. Mostra tutti i post

mercoledì 24 agosto 2011

Fegato alla veneziana

Un detto veneziano dice: "Prima de meterlo in tola, a te ghe zunti un fià de axeo o 'na struà de limon, par cavarghe el freschin"  tradotto, Prima di metterlo in tavola, aggiungere un pochino di aceto o una spruzzata di limone, per togliere il "freschin" (è una parola intraducibile in italiano, ma forse la cosa che più si avvicina è odore).

Ingredienti:
600g di fegato di maiale
30g di burro
1 cipolla rossa
Un pò di olio evo
Qualche pizzico di sale.


Preparazione:
Tagliare il fegato a fette molto sottile.


Nel frattempo fate soffriggere un pochino di olio con il burro, mondate e tagliate a striscioline la cipolla.


Versate la cipolla sulla padella con l'olio e fate soffriggere finchè la cipolla non diventa quasi rossa.
Sistemate nella padella le fette di fegato e rivoltatele solo una volta.


Dopo 10/15 minuti spegnere la fiamma, perchè il fegato avrà già perduto il colore del sangue.
Ora, dopo aver aggiunto il sale, potete sistemarli sul piatto e...godetevi il vostro fegato alla veneziana... ;)




 CONSIGLIO :

Poco prima di mettere il fegato sul piatto, metteteci il sale, purchè solo a questo punto, perchè mettendolo prima le fettine di fegato diventano dure.

mercoledì 13 ottobre 2010

Sardee in Saor

Tipico piatto della cucina veneta, forse uno dei più famosi.
E' buono molto buono e se fatto a regola d'arte riesce a dare dei piaceri profondi.



Ma veniamo alle dosi:
Olio extra vergine di oliva
farina 00
sale
zucchero
aceto di uva bianco
cipolla bianca
e ovviamente "e sardee" (o sardine)
Preparazione:
Prima di iniziare volevo dirvi che non ho volutamente messo alcuna dose, non perchè non ci siano, se si va in ogni sito che parla della sarde in saor ci sono mille e mille quantità.
Ma perchè le dosi le devi sentire dentro, sentire la poesia di un piatto nato nel '300, cresciuto nella Serenissa per l'esigenza dei pescatori di conservare a lungo i piatti di pesce.
Scusate sto divagando...
Allora, pulite, infarinate e friggete le sarde, poi fatele scolare sopra una carta assorbente e salatele.
Con lo stesso olio usato per friggere le sarde, friggete la cipolla precedentemente mondata e tagliata a listarelle.
Quando sarà di un bel colore oro, aggiungete l'aceto e lo zucchero, mescolate bene e spegnete il fuoco.
In una terrina mettete uno strato di sarde e ricopritele con uno strato di cipolla con il suo sughetto, continuate fino alla fine degli ingredienti.




e come disse Carlo Goldoni:


Grillo, sentì, fio mio, tolè la sporteletta;
Voggio che andè da bravo a farme una spesetta.
In pescaria ghe xe del pesce in quantità;
M’ha dito siora Catte, che i lo dà a bon marcà.
Un 
poche de sardelle vorria mandar a tor,
Per cusinarle subito, e metterle in saor.”
 



“Comprème co sti bezzi sie grossi de sardelle,
Ma vardè che i ve lassa zernir delle più belle.
Quella che xe de sora, xe sempre la più grossa,
Quando che le xe stracche, le gh’ha la testa rossa.
Paghèle quel che i altri le paga in pescaria.
E po fèvene dar quattro de soravia.”



... e bon appétit.

lunedì 27 settembre 2010

Brostol

Tipico dolce della tradizione veneta, si tratta di una ciambella soffice con la guarnizione (sopra) di zucchero semolato o se lo preferite dello zucchero a velo.
Ma veniamo alle dosi:
500 gr farina 00
200 gr burro
1 bustina di lievito vanigliato
150 gr zucchero semolato
3 uova intere
1 tuorlo
1 dl latte intero
30 gr di granella di zucchero o zucchero a velo
un pizzico di sale
Preparazione:
Fate sciogliere a bagno in un pentolino il burro, intingetevi un pennello da cucina e spennellate generosamente uno stampo da ciambella di diametro 24 cm, spolverate del pan grattato e ponetela a raffreddare in frigo.
Versate la farina setacciata su un piano da lavoro, un pizzico di sale, il levito e lo zucchero, mescolate e fate al centro una fontana.
Versate al centro il burro fuso rimasto, mescolate leggermente e aggiungete le uova, che avrete precedentemente sbattuto con una forchetta in una tazza.
Impastate e lavorate a lungo con le mani, unendo il latte tiepido.
Lasciate riposare la pasta per circa 20 minuti coperta da un canovaccio.


Con l'impasto formate un cilindro, ponetelo nello stampo e saldate bene le estremità. 
Sbattete il tuorlo con un cucchiaio in un tazza, spennellate la superficie della ciambella e cospargete con la granella di zucchero.


Cuocete per 45 minuti a 190° e...


...bon appétit.