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martedì 10 maggio 2011

Un pezzo del tuo essere...

Ci sono volte in cui ti nascondi dietro ad un dito, guardi una realtà che non esiste, guardi una realtà che ti sei costruito; alle volte per sfuggire ad un presente che non ti appartiene, che non senti, ma nel quale sei dentro...
Come una specie di matrix, vivi senza vivere e ti lasci andare a parole, a gesti, a emozioni che poco rispecchiano il tuo essere, poco hanno a che  fare con il tuo vero io...e di li a poco è facile creare una maschera.
Una maschera che fa vedere agli altri una realtà che non esiste, una persona che non esiste, certo magari a qualcuno pure piace, ad altri no, ma non sono queste le persone a cui devi tenere conto...sei tu quando ti guardi allo specchio.
Sei tu, che mille volte ti sei guardato allo specchio senza mai farlo, ti sei guardato e mille volte hai abbassato lo sguardo, hai lasciato che tutto prendesse il tuo posto...
Fino a sentire il tuo cuore sempre più lontano, sempre meno vivo...fino al giorno in cui non lo senti nemmeno battere; ma sei vivo, respiri, cammini, ma tutto ti sembra scivolare come acqua sulla tua pelle.
Allora perdi la fantasia, la voglia di scrivere, la voglia di creare e sperimentare, come se avessi perso un pezzo del tuo essere...

Vorrei...

Vorrei poter urlare quello che ho dentro al cuore...
Vorrei lasciare queste mura e poter vivere nell'isola che non c'è...
Vorrei prenderti tra le mani e ritrovare quello che è stato perso...
Vorrei poter guardare un tramonto che si riflette nell'acqua...
Vorrei poter liberare il leone chiuso nella gabbia...
Vorrei poter ritornare a scrivere e immaginare come un tempo...
Vorrei sentirmi meno schiacciato nel cuore e nella mente...
Poter essere quello che sono senza vicoli di nessun tipo, senza...sentirsi con il piede legato con una catena al muro...
Vorrei riuscire ad amare con le parole, i gesti, il corpo e l'anima, senza dubbi o incertezze...
Ma tutti questi vorrei e molti altri risuonano dentro di me come un eco, sbattono da una parete all'altra del mio essere...
Vorrei aggiungere un passo di un bellissimo libro di Fabio Volo, da Il tempo che vorrei "Girando sempre su se stessi, vedendo e facendo sempre le stesse cose, si perde l'abitudine di esercitare la propria intelligenza e lentamente tutto si chiude, si indurisce, si attrofizza come un muscolo."

domenica 8 maggio 2011

Pensierino...

C'era una volta un ragazzo con un brutto carattere.
Suo padre gli diede un sacchetto di chiodi e gli disse di piantarne uno nello steccato del giardino ogni volta che avesse perso la pazienza e litigato con qualcuno.

Il primo giorno il ragazzo piantò 37 chiodi nello steccato.
Nelle settimane seguenti, imparò a controllarsi e il numero di chiodi piantati nello steccato diminuì giorno per giorno: aveva scoperto che era più facile controllarsi che piantare i chiodi.

Finalmente arrivò il giorno in cui il ragazzo non piantò alcun chiodo nello steccato.
Allora andò dal padre e gli disse che per quel giorno non aveva piantato alcun chiodo.
Il padre allora gli disse di levare un chiodo per ogni giorno in cui non aveva perso la pazienza e litigato con qualcuno.

I giorni passarono e finalmente il ragazzo potè dire al padre che aveva levato tutti i chiodi dallo steccato.
Il padre portò il ragazzo davanti allo steccato e disse: "Figlio mio, ti sei comportato bene ma guarda quanti buchi ci sono nello steccato. Lo steccato non sarà mai più come prima.
Quando litigi con qualcuno e gli dici qualche cosa di brutto, gli lasci una ferita come questa.
Puoi piantare un coltello in un uomo, e poi levarlo, ma rimarrà sempre una ferita. 
Non importa quante volte ti scuserai, la ferità rimarrà..."